|
Prologo
In uno sperduto villaggio del Giappone,
il Signore del luogo, stanco e ammalato,
indisse, per divertirsi,
una gara tra i saggi di tutta la regione
per chi fosse stato capace di scrivere il libro più completo ed esauriente sull'arte della divinazione con le carte.
Egli pensava che, apprendendo la sublime arte della meditazione con le carte, avrebbe potuto trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una completa armonia spirituale.
Innumerevoli furono i concorrenti :
in centinaia e centinaia di fogli furono descritti tutti i principi dell’Arte,
le regole della consultazione, le più importanti interpretazioni, le analogie,
i metodi per illustrare le carte,
persino le ipotesi più assurde e stravaganti.
Di fronte a tanta erudizione, il Signore rimase perplesso e dubbioso. Finché non comparve un vecchio maestro Zen,
che gli consegnò un piccolo sacchetto di cuoio.
“Qui ci sono” gli disse “i settantotto segreti che cerchi.
Io li ho appositamente disegnati per te”.
Poi, come era venuto, scomparve.
Era possibile che in quel così piccolo sacchetto ci fossero celati i misteri che gli altri avevano dovuto spiegare in modo così ampio?
Il Signore sfilò dal sacchetto le settantotto carte che lo sconosciuto diceva di aver disegnato per lui.
Le guardò lentamente ad una ad una. Erano bianche.
Epilogo
Il principe passò così gli ultimi anni della sua vita
a meditare su quei fogli bianchi.
Aveva imparato a vedere tutto ciò che la sua mente riusciva ad immaginare : i significati più belli, i colori più splendidi.
E così morì felice, in completa armonia e serenità.
Giunse allora nel villaggio il vecchio,
anzi ormai vecchissimo maestro Zen
e si dolse di non averlo potuto incontrare.
“Per tutti questi anni" pensò
“ho vissuto nel rimorso di un errore compiuto.
Ho dato al Signore un mazzo di carte
ancora da disegnare".
Consegnò ai presenti un piccolo sacchetto di cuoio
in cui erano riposte settantotto carte.
Essi le guardarono lentamente ad una ad una.
Erano le più belle carte
che mai uomo avesse potuto disegnare.
|